Con questo post su quale sia lo spazio colore consigliato per la stampa di immagini, se CMYK o RGB, diamo il via alla nuova serie “Ask the Printer”.

Abbiamo chiesto ad alcuni professionisti di grafica e stampa di condividere con noi dritte ed accorgimenti per ottenere risultati di stampa impeccabili e di effetto.

Apriamo la serie con Sergio –SHIN- Baselice, che ci da qualche consiglio su come stampare al meglio foto ed immagini.

Sergio è un professionista romano noto ed apprezzato nel settore stampa e plotter per la sua grande competenza e creatività.
Titolare di Shin Graphic, selezionato da Roland DG Mid Europe come Roland Master e utente pro dei programmi Adobe, è anche formatore della Hexis Academy per Illustrator e Photoshop. Sergio è laureato in Grafica e Progettazione Multimediale alla Sapienza di Roma.

La parola al nostro esperto!

Capita spesso, parlando con chi approccia alla stampa, di sentirsi chiedere: “Ma come dovrei salvare una foto per stamparla al meglio?”
Io vi dico, indiscutibilmente in RGB! Ve lo assicuro, se avete un corretto flusso di lavoro, tenete la foto in RGB e non avrete problemi.
So che non posso chiedervi di avere fede, anche perché ciò che ho appena detto è esattamente l’opposto di ciò che ci hanno sempre detto, ovvero:
la stampa è in CMYK, quindi se vuoi stampare senza problemi, DEVI convertire in quello spazio colore“.

Graphic designer at work. Color samples. Photo picture fruit and nature

In realtà tutto questo non è vero. E anche se alcuni di voi seguono questa regola con fede dogmatica, convertire una foto in CMYK prima di mandare in stampa è un errore non da poco. Nelle righe che seguiranno capiremo assieme perchè.

Premessa: il Gamut

Confronto Gamut-01_web

Facciamo una piccola digressione relativa al Gamut, questo ci permetterà di capire perché l’RGB è la scelta giusta.
Come vedete dall’immagine qui sopra, abbiamo messo a confronto diversi spazi colore.

Di base abbiamo la gamma di colori visibili, poi lo spazio più ampio che è l’Adobe RGB, e infine, segnato con la riga nera, abbiamo il CMYK che sarà di certo meno saturo e taglierà via tutta una serie di sfumature (soprattutto sui verdi e sui celesti) che nella foto ci sono.
Al contrario, quando partiamo da una foto e convertiamo in CMYK, tutte quelle possibilità le state tagliando via, le cancellate totalmente ed irreversibilmente dai dati della vostra foto.

Ma perché insisto a dire di lasciare in RGB? Partiamo dall’inizio, se scattiamo una foto dalla nostra fotocamera uscirà un’immagine in RGB, potete anche impostare lo spazio Adobe RGB al posto dello standard sRGB, ma in ogni caso sarà un file in RGB. Se acquisite un’immagine con uno scanner, il file sarà comunque in RGB.

Spectrums representing RGB color space. Created using gradient meshes and simple rectanglesSpectrums representing RGB color space. Created using gradient meshes and simple rectangles

La genesi di una qualunque foto è l’RGB…
Se a tutto questo, aggiungiamo che i moderni RIP di stampa hanno un motore di conversione interno che permette di andare oltre il semplice CMYK (anche grazie a macchine che stampano in esacromia o con quadricromie estese), capite facilmente che lasciando la nostra foto in RGB avremo in stampa, una gamma cromatica di certo più ampia, e le nostre foto, saranno stupende.
Se, al contrario avrete convertito in CMYK, esattamente pochi istanti prima di mandare in stampa, mi dispiace ragazzi, ma quei meravigliosi colori che avevate poco fa sul vostro monitor sono irrimediabilmente perduti. Caput, fine, la foto stampata, sarà smorta.
Ecco perché da oggi in poi, mi auguro che non convertirete più in CMYK per stampare, ed anzi, fuggirete il più lontano possibile da chiunque vi chiederà il file CMYK per stampare la vostra foto.

Grazie per le dritte che hai condiviso con noi, Sergio!