La seconda opera della nostra TEN S3, è stata realizzata dal grafico polacco MatCloud e dalla fotografa italiana Lucia Giacani.

Lucia è famosa per aver lavorato con alcune delle riviste di moda più famose e rinomate del mondo e per brand tra cui Harrods, Vogue Pelle e Glamour Italia.
Abbiamo parlato con Lucia per farci raccontare qualcosa in più su di lei e sul suo lavoro, e farci spiegare come è nata l’idea di ” Clean inside“, l’opera TEN disponibile gratuitamente per 48 ore da venerdì 9 maggio su www.tenbyfotolia.com

Ciao Lucia, puoi presentarti e raccontarci qualcosa di te?

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Lucia Giacani

Il mio nome è Lucia Giacani e sono una fotografa di moda freelance e vivo a Milano.
Sono arrivata a Milano 7 anni fa, senza avere nessun contatto e sono stata in grado di costruire da zero un buon team di professionisti con i quali ancora occasionalmente lavoro. Dopo il grande passo di trasferirmi in città, ho avuto sin da subito l’opportunità di lavorare per diverse riviste che mi hanno aiutato a costruire un portfolio interessante. Questo mi ha permesso di iniziare a lavorare per riviste come Vogue Pelle, Vogue Gioielli e Vogue Accessori. In un settore sicuramente in affanno, lavorare in modo continuativo per riviste di questo calibro è abbastanza raro ed è con un certo orgoglio che guardo ai miei primi periodi lavorativi.

Dopo aver collaborato con Conde Nast ho avuto l’opportunità di viaggiare molto. Sono iniziati ad arrivare lavori fuori dall’Italia. Londra, Dubai, Hong Kong, le cose stavano letteralmente decollando. Lo scorso anno ho avuto il piacere di fare dei servizi fotografici per la rivista dei magazzini Harrods e ultimamente ho scattato per Glamour Italia.

Qualcosa su di me.

Vengo da una cittadina medievale del centro Italia, Jesi. La fotografia era l’hobby di mio padre, io sono la piccola di casa e sono l’unica ad aver ereditato questa passione. Ho ricevuto una macchina fotografica compatta come regalo della prima comunione, e da lì ho iniziato a fare degli esperimenti con la fotografia. Ma quello che ha davvero segnato il mio percorso è stato andare a scattare fotografie ad amici in luoghi abbandonati vicino Jesi. Mi sono poi trasferita a Bologna per studiare lingue e successivamente Disegno industriale a Roma, dove ho frequentato anche una scuola di fotografia in bianco e nero vicino Trastevere. Quando ho finito gli studi sono tornata a Jesi dove ho iniziato a lavorare part-time in uno studio commerciale di fotografia.

Clean Inside TEN PROJECT

SANTA KORTS@The Lab

Come definiresti il tuo stile
La mia visione creativa non si può definire tipicamente italiana, penso sia invece tipicamente femminile. Cerco sempre di rappresentare i sentimenti nascosti presenti nella mia vita e metto sempre tutta me stessa nei miei scatti. Questo spesso richiede una ricerca interiore molto personale. E penso che nel mio lavoro sia visibile una maturità o una crescita. Il tratto comune nelle mie foto è il surrealismo e l’inconscio.

Quali sono le tue influenze?
Il Simbolismo, l’Espressionismo e il Surrealismo.  Ma anche artisti come Francesca Woodman, Steven Klein e Tim Walker.

Le tue origini e la cultura del tuo paese ti influenzano nel tuo lavoro? Come?
Sfortunatamente ci sono un sacco di cose sbagliate in Italia. La corruzione, il nepotismo e la burocrazia sono all’ordine del giorno. Fortunatamente però la cultura non è toccata da questo. Crescere in un paese ti plasma il modo di pensare, e mi piace credere che l’Italia mi ha dato il buon gusto, il desiderio di lottare, di non dare nulla per scontato e di essere determinata e tenace.

Secondo te quali sono le qualità indispensabili per un fotografo/grafico?
Creatività, innovazione e tenacia.

Perché hai partecipato al progetto TEN?
Sono stata invitata quando avevo già un progetto in mente, ma avevo bisogno di un artista 3D  per realizzarlo, quindi l’ho messo in stand by e ho deciso di partecipare. Il progetto TEN mi ha offerto l’occasione giusta nel giusto momento.

Di solito lavori in coppia, come per questo progetto?
Si con uno stilista, un direttore artistico o il direttore testata, e spesso anche con il cliente finale. Alla fine il mio team di lavoro può raggiungere anche le 15 persone a volte. Solitamente il lavoro e la creatività nascono da me e qualcun’altro che butta giù le idee.

ridotta

Opera realizzata da Lucia Giacani e MatCloud

Da cosa nasce il tema scelto per l’opera TEN?
Il tema rappresenta per me un modo per esprimere le scelte di vita bizzarre ed estreme che si assumono, in maniera quasi-religiosa e con sfumature anche puritane della nostra società. Dove il riciclaggio è il nuovo cattolicesimo, dove se si fuma in pubblico si viene considerati una sorta di serial killer, e si paga per torturare se stessi in palestra. Prima l’assoluzione dei peccati avveniva tramite la confessione o la preghiera ed era sufficiente per sentirsi “puri dentro”, ora viviamo in un mondo dove anche il nostro interno viene giudicato.

Questo progetto sottolinea il prossimo step, in una cultura dove sei quello che mangi o ingerisci, la mia protagonista soffre, come una martire, mentre mostra al mondo i suoi organi perfettamente puliti come fosse un distintivo, una medaglia, il sacro cuore.

Quali sono gli strumenti a cui non puoi rinunciare o equipaggiamento preferito?
Uso una macchina fotografica Canon e Photoshop.

Ci puoi descrivere in poche parole il tuo metodo di lavoro usuale?
Sviluppo l’idea, butto giù il layout, e trovo il team perfetto. Scatto. Post-produco, spedisco il lavoro.

Hai usato diversi strumenti o altri metodi per la TEN? Se si quali?
Si di solito non faccio un uso estremo della post produzione.

Ci puoi svelare qualche “trucco” tecnico usato in questa creazione?
I miei segreti sono un ottimo team di lavorazione e seguire alla lettera l’idea del progetto durante tutto il processo.