Fotolia incontra Matteo Piras

Matteo Piras, attivo collaboratore Fotolia, è un giovane fotografo romano appassionato di natura ed arte, Matteo comincia presto a fotografare. Incoraggiato dal padre, il suo hobby per la fotografia si trasforma durante gli studi universitari in una vera e propria passione.

Con un gruppo di amici fonda la prima associazione di fotografi naturalisti con sede presso l'Università di Roma. In quel periodo inizia la sperimentazione nel campo della foto naturalistica, per anni studia le varie tecniche sotto la guida del Maestro Pino Settanni grazie al quale comprende che la fotografia sarà la sua strada. L'amore per la ragazza poi divenuta sua moglie lo spinge ad oriente dove con tenacia e lavoro ottiene la direzione artistica di un importante giornale per stranieri in Corea del Sud.
Oggi Matteo è titolare del Musubi Studio – Imaging Technology, uno studio di immagine e fotografia operante in Italia con servizi multilingue, in inglese, coreano e giapponese.

Come ti sei avvicinato alla foto stock?

L'incontro con la fotografia di stock è stato occasionale ma esplosivo, tanto da occupare ormai il 70% del mio tempo lavorativo Al ritorno in Italia dopo qualche esperienza deludente con alcune agenzie di fotografia, ho recuperato i miei appunti, ricostruendo quanto avevo sperimentato anni prima. Per affrontare al meglio la foto di stock, ho provato ad ottimizzare l'uso del flash per la fotografia naturalistica, ho approfondito le nozioni sulla fotografia di studio e sono diventato abile nella gestione del workflow. Attualmente collaboro con 3 famose agenzie di stock tra cui ovviamente FOTOLIA ed ho cominciato a produrre disegni digitali e computer art.

Che cosa ti piace fotografare?

ho una passione smisurata per la macrofotografia. Se potessi passerei tutta la vita incollato ad un microscopio a fotografare, mi piace vedere tutto, dai microrganismi alle strutture cristalline. Adoro ricercare le texture e creare contrasti forti con la luce. Scherzosamente i miei amici all'università definivano il mio stile "pacchiano", un modo "affettuoso" per dire che erano foto d'impatto. Uso praticamente da sempre attrezzature CANON , per praticità e qualità. La mia grande passione però è la mia inseparabile MAMIYA 645 1000s, una qualità senza tempo. Oramai la utilizzo esclusivamente per fotografia naturalistica e posso garantire che girare con la M645 in mano, ricercare un'inquadratura, la corretta esposizione, è un'esperienza unica ed ancora oggi riesce ad emozionarmi. Negli ultimi mesi sto anche sperimentando effetti particolari con alcune Toy-Camera...molto divertenti, ma tutto si ferma alla ludicità dell'oggetto.

Che rapporti hai con la comunità italiana di fotografi?

L’associazione di fotografi naturalisti ad un certo punto si è scissa in due. A me del gruppo interessava l’aspetto di crescita e condivisione piuttosto che quello polemico, così sono rimasto nel mezzo e non seguo più le vicende né dell'una né dell'altra. Peccato perchè in 3 anni avevamo organizzato molte mostre e iniziative anche a livello nazionale, come una bellissima mostra in occasione di un'importante fiera ambientalista. Attualmente frequento TAU Visual, un'importante fonte di informazione per tutti i fotografi professionisti ed anche se viene a mancare il supporto umano, dato dal “club”, vi è comunque un forte senso di appartenenza

Come viene percepita secondo te la fotografia stock dai tuoi colleghi italiani?

Tra i colleghi italiani percepisco un senso di svendita. Penso che i due volti del fotografo italiano, sia esso artistico o di reportage, siano di voler vendere e di voler sorridere quando vende. Riuscire a vendere la quantità massima al miglior prezzo. Fin qui niente di male. Anzi, è il principio fondamentale della fotografia di stock! Più immagini produco più probabilità di vendita ho, più soldi guadagno...quindi più sorrido.
Se produco un'immagine in esclusiva per un cliente, è vero che mi verrà pagata bene, ma non potrò più riutilizzarla, inoltre delle 1000 foto (buone) prodotte lui ne sceglierà solo 10 o 100, e le altre? tempo buttato? no.. però la fotografia di stock ti permette di sfruttare tutte le 1000 foto e nel tempo ogni foto contribuirà a formare il gruzzolo. Ciò che molti colleghi credono (a torto) è che la fotografia di stock sia ANTI-creativa. Il che è tutto l'opposto! Non solo richiede di essere aggiornati ed al passo coi tempi in termine di style e form, ma più si è innovativi, maggiori sono le probabilità di successo.

Come sta cambiando la legislatura sulla proprietà intellettuale?

Questo è un tema dibattuto da sempre ma particolarmente sentito negli ultimi tempi, sopratutto dalle agenzie.
Come tutti sanno sono in “accettazione” nuove leggi che portano altrettante novità anche nel mondo di noi fotografi. Mi sembra fondamentale chiarire che se queste nuove leggi dal lato economico ci distruggono, dal lato creativo in parte ci salvaguardano.
Una di queste leggi è la legge sulle proprietà intellettuali. Da che esigenza nasce questa legge? Quello del fotografo è un lavoro creativo, inteso come in grado di produrre qualcosa di innovativo.
Esempio: un costruttore di chiodi può gestire con più o meno ingegno la sua azienda, ma ciò che lui produce è riproducibile da chiunque altro e con egual perizia, se istruito a dovere. E’ impossibile che due musicisti, cresciuti nello stesso contesto intellettuale e istruiti dallo stesso maestro, producano la stessa musica, opera dell'ingegno e quindi unica di chi l'ha prodottaLa legge mira a proteggere quel “QUID” che appartiene esclusivamente all'autore e che fa distinguere l'opera dalle altre produzioni. Sono protette quindi tutte le immagini ? Non proprio.
Prendiamo il caso della microfotografia, ovvero fotografia al microscopio. Bene questo tipo di fotografia è prettamente legata ad attrezzatura e tecnica, quindi in teoria riproducibile. Per la legge questa risulta essere una -semplice- fotografia, una foto che potenzialmente chiunque con pari capacità saprebbe riprodurre. Altro esempio, poniamo di scattare un'immagine con una toy-camera, una foto prettamente interpretativa, come potrebbe essere un gioco di luci e ombre che si riflettono su uno specchio d'acqua. Questa immagine, in quanto opera della creatività e della sensibilità dell'artista è protetta dalla nuova legge.
Quella che viene protetta quindi non è la professionalità del fotografo bensì il suo genio artistico,ponendolo allo stesso livello delle produzioni musicali, letterarie etc.. mentre a tutte le altre immagini viene dedicato un capitolo della legge intitolato sui diritti connessi all'esercizio del diritto d'autore.

Quindi cosa è realmente protetto in un'immagine creativa? Fino a che punto si può proteggere un'idea?

La prima domanda ha una risposta semplice ma un'applicazione complessa. Della composizione finale ciò che è protetto è lo studio compositivo ed il tratto stilistico, due fattori facili a definirsi sulla carta, ma assai difficili da determinare in fase di analisi. Ad esempio non può essere chiamato in causa l'uso della tecnica di illuminazione (proprio perchè dipendente da fattore tecnico, quindi riproducibile), mentre può essere chiamato in causa l'uso di un particolare filtro o gelatina per creare un effetto particolare. Anche l'angolo di ripresa, per esempio nel reportage non è sempre atto di creatività, sebbene sia incluso nell'aspetto compositivo dell'immagine. Il layout distrugge l'aspetto creativo dell'immagine, un esempio calzante sono le texture.
Alcuni articoli aggiornano le possibilità di cessione dei diritti da parte dei fotografi (attenzione, riguarda solo le fotografie creative), consentendo maggiore libertà come cessione per la riproduzione ma non per la commercializzazione, oppure riservare il diritto di poter produrre una raccolta propria, sebbene sia stato concesso il diritto di pubblicazione ed utilizzo economico.
In merito alla seconda domanda, fino a che punto si può proteggere un'idea? questo argomento si riallaccia a quanto detto. Un'idea, definita in quanto progetto, non può essere protetta, mentre può essere protetta la sua realizzazione. (qualora soddisfi i requisiti della legge sulle opere creative).
Spesso si sbirciano i prodotti altrui o si ricerca tra i creativi “storici” qualche ispirazione per il nostro lavoro, da sviluppare secondo la propria originalità.. Non è un atto di cui vergognarsi, è anzi un momento di studio e di condivisione per ogni fotografo che voglia crescere e migliorarsi. .
Il problema sorge quando dalla semplice osservazione si passa al PLAGIO. Come capire quindi quando si è superato il limite? Se ritroviamo nelle immagini altrui, troppo del nostro stile? Non cè una sola risposta, ma infinite quanti sono i casi
Il problema deriva dal fatto che una legge necessita di elementi concreti per definire un limite. Ma idee e creatività non sono elementi concreti.
Il concetto su cui punta la nuova legislatura è quindi quello di proteggere l'opera compiuta e non l'idea alla base della nostra opera.
Riguardo a quanto sia perseguibile il plagio penso che l'unico caso in cui si può intervenire è quando si incorre in duplicazione sebbene parziale della nostra opera o utilizzo improprio dell'opera in toto. Gli argomenti da affrontare a riguardo sono tanti e forse destinati a crescere vertiginosamente. Staremo a vedere cosa succederà a fine 2006, qualora uscissero aggiornamenti o revisioni del testo di legge.

Che cosa ti piace di Fotolia e che cosa no?

Attualmente lavoro con Fotolia, Myloupe e Stockphotography. Mi trovo bene con tutte, ma la mia preferita è Fotolia. L'interfaccia è molto user friendly, il controllo delle informazioni è totale e l'aggiornamento a seguito dell'inserimento delle immagini è abbastanza rapido. Inoltre è importante anche avere un riferimento personale, ancora meglio se in lingua italiana, per risolvere eventuali dubbi. Trovo un pochino problematico l'upload FTP, non perchè funzioni male, ma paradossalmente, perchè aggiorna troppo rapidamente le immagini. Ovvero, quando carico 3 immagini non aspetta il termine del terzo upload ma aggiorna alla fine di ogni singolo file. In questo modo non è possibile vedere direttamente da FTP quali file sono stati trasferiti correttamente, e può succedere di trasferire 2 volte lo stesso file.
Mi piacerebbe che vi fosse una newsletter che tenga aggiornati sulle richieste dei clienti.

Grazie Matteo, buon lavoro!
Grazie a Fotolia Italia e un saluto ai Fotoliani!

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Inserito da lisa su 11:51, Noviembre 21 2006

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